CURIOSITÀ

HomeNewsFood & WineCuriosità

Non possiamo inventare tutto noi: perché il panettone "potrebbe" essere nato in Sicilia

Secondo alcune fonti il dolce sarebbe comparso nel 1300 nell'Isola con il nome di "Manzapanettum". A sfatare questo "mito" ci pensa Gaetano Basile, Accademico della Cucina

Balarm
La redazione
  • 28 novembre 2021

Secondo alcune fonti storiche la patria del panettone sarebbe la Sicilia e non la Lombardia.

A darne notizia - e dunque testimonianza - sono degli atti ufficiali depositati presso il Centro di studi filologici e linguistici siciliani.

Questo dolce, che altro non è, da Nord e Sud, che pane lievitato con inserimento di frutta secca di vario genere, comparirebbe intorno al 1300 nell’isola con il nome di Panfarcito o Manzapanettum.

Le prime tracce di queste testimonianze risalgono al 1311 e sono collocate nel paese di Montalbano Elicona nel Messinese; in seguito, siamo nel 1367, ve ne sono tracce a Messina, per poi passare, nel 1444, a Corleone nel Palermitano, nel 1422 a Trapani, e nel 1455 a Palermo.

Insomma una storia lunga che attraversa i secoli e che, dati alla mano, consoliderebbe questa ipotesi storica della nascita del panettone in Sicilia.

Secondo quanto riportato, pare che questo pane lievitato venisse ai tempi farcito con passoline, ovvero uva passa, miele e mandorle tostate.
Adv
Un elenco degli ingredienti è stato rintracciato, addirittura, in una nota attribuita ad un viaggiatore palermitano che andava a Messina nel periodo individuato nella seconda metà del XIV secolo.

In quell’elenco è riportato, secondo le fonti storiche, anche il prezzo delle materie prime utili a confezionare tale dolce.

La produzione di "pani dolci" in pieno Medioevo solleticava la gola dei più golosi e la bilancia commerciale dei sovrani, che puntavano ad impinguare le casse reali.

Si arrivò, addirittura, al punto di varare delle leggi precise che vedevano la Sicilia dividersi il privilegio della loro produzione fra provincia e provincia.

A guardar bene, spulciando tra le ricette siciliane, da un angolo all’altro dell’Isola, esistono tanti esempi della tradizione di dolci lievitati a base di uvetta e che, nel sapore, richiamano quel gusto a cui ci ha abituato il classico panettone.

Secondo Gaetano Basile, giornalista, scrittore e non ultimo Accademico della Cucina, responsabile di quella siciliana, queste sarebbe solo delle invenzioni del popolo che non trovano alcun riscontro nei fatti.

L'origine del panettone dunque sarebbe sicuramente lombarda, opera di un vetraio che usando lo zafferano e l’uovo per la produzione di vetri impiegò gli stessi ingredienti per questo dolce.

Per onore di cronaca il termine “panettone”, infatti, è da attribuire ad una paternità del Nord.

Si racconta che un cuoco al servizio di Ludovico il Moro fu incaricato di preparare un sontuoso pranzo di Natale a cui erano stati invitati molti nobili del circondario. Il dolce, dimenticato per errore nel forno, quasi si carbonizzò lasciando l’intero staff della cucina nel panico più totale.

Il colpo di genio venne ad un certo Toni, un piccolo sguattero, che propose di portare in tavola un dolce “sperimentale” che aveva preparato la mattina con gli ingredienti rimasti in dispensa ovvero la farina, il burro, le uova, la scorza di cedro e qualche uvetta.

Il cuoco acconsentì non avendo alternative e fu un successo: il duca, che voleva conoscere il nome di quella prelibatezza, chiamò il cuoco che, interrogato, rispose, che si chiamava il “pan del Toni.

Da allora, passando di bocca in bocca, divenne l’attuale panettone.

Sempre a rigor di cronaca la più antica, e certa, attestazione di un "Pane di Natale" prodotto con burro, uvetta e spezie si trova in un registro delle spese del collegio Borromeo di Pavia del 1599, quando tali “Pani” furono serviti durante il pranzo natalizio agli studenti.
Se ti è piaciuto questo articolo, continua a seguirci...
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

GLI ARTICOLI PIÙ LETTI