Visita all'Oratorio San Lorenzo: il capolavoro di Serpotta con il Caravaggio "clonato"

L'oratorio di San Lorenzo a Palermo
Torna la manifestazione de "Le vie dei tesori" (visualizza l'articolo di approfondimento), che giunge alla sua undicesima edizione e dal 29 settembre al 29 ottobre apre le porte dei luoghi d'arte di Palermo, di quelli dimenticati e di quelli normalmente chiusi.
Per tutti i weekend, ogni sabato e domenica, sarà possibile visitare l'Oratorio San Lorenzo.
Un luogo noto non solo alla storia dell’arte ma anche alla cronaca nera. L’Oratorio di San Lorenzo, fondato alla fine del ‘500 come sede della Compagnia di San Francesco, nell’ottobre del 1969 trovò spazio sulle pagine dei quotidiani per il clamoroso furto della “Natività coi santi Francesco e Lorenzo”, capolavoro del Caravaggio dipinto nel 1609.
Lo splendido quadro non fu mai ritrovato ma oggi la nicchia, rimasta a lungo vuota, ospita la riproduzione ad alta tecnologia effettuata nei laboratori di Madrid da Adam Lowe.
Misteri a parte, l’oratorio è un vero e proprio scrigno d’arte, con i preziosi bassorilievi prospettici realizzati da Giacomo Serpotta, i sedili perimetrali intarsiati in avorio e madreperla e il pavimento in marmi policromi, opera del marmoraro Antonio Rizzo.
Per tutti i weekend, ogni sabato e domenica, sarà possibile visitare l'Oratorio San Lorenzo.
Un luogo noto non solo alla storia dell’arte ma anche alla cronaca nera. L’Oratorio di San Lorenzo, fondato alla fine del ‘500 come sede della Compagnia di San Francesco, nell’ottobre del 1969 trovò spazio sulle pagine dei quotidiani per il clamoroso furto della “Natività coi santi Francesco e Lorenzo”, capolavoro del Caravaggio dipinto nel 1609.
Lo splendido quadro non fu mai ritrovato ma oggi la nicchia, rimasta a lungo vuota, ospita la riproduzione ad alta tecnologia effettuata nei laboratori di Madrid da Adam Lowe.
Misteri a parte, l’oratorio è un vero e proprio scrigno d’arte, con i preziosi bassorilievi prospettici realizzati da Giacomo Serpotta, i sedili perimetrali intarsiati in avorio e madreperla e il pavimento in marmi policromi, opera del marmoraro Antonio Rizzo.
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