"Primi passi sulla Luna": l'istrionico e geniale Andrea Cosentino al Teatro Atlante di Palermo

Andrea Cosentino
Un ospite d'eccezione, l'istrionico e geniale Andrea Cosentino, apre la nuova rassegna "Singolare maschile" organizzata e totalmente autoprodotta da Teatro Atlante a Palermo. Cinque spettacoli di alto valore artistico concentrati in due weekend.
Si parte sabato 28 gennaio, alle 21.00, con il capolavoro "Primi passi sulla Luna" di Cosentino, abruzzese, naturalizzato romano, Premio Ubu 2018 e già noto al pubblico del Teatro Atlante
Dice che la notte del 20 luglio del ’69 in tutto il mondo interplanetario non c’è stato un furto, un omicidio, una rapina, uno scappellotto. Erano tutti li davanti a Neil Armstrong. E questo cosa vuol dire?
Vuol dire che se tutti guardassimo di più la televisione il nostro sarebbe un mondo migliore Lo sbarco sulla luna dà il la a una schiera di improbabili personaggi per discettare di sosia viterbesi di Armstrong e torri gemelle, monoliti, alieni e spiritualità, scimmie, tapiri e licantropi.
Ma l’allunaggio della notte del 20 luglio del ’69 è anche l’evento mediatico attraverso il quale misurare l’inattingibilità del reale in un’epoca la cui verità coincide con il suo darsi in rappresentazione. Al cuore del tutto uno squarcio di storia intima, che ha a che fare con la paternità e le fragilità dell’infanzia.
Contro la sete di realtà, lo spettacolo conduce in un viaggio surreale, esilarante e struggente, portato avanti al tempo imperfetto, che è il tempo dei giochi e dei sogni, e che si dissolve al presente.
Si parte sabato 28 gennaio, alle 21.00, con il capolavoro "Primi passi sulla Luna" di Cosentino, abruzzese, naturalizzato romano, Premio Ubu 2018 e già noto al pubblico del Teatro Atlante
Dice che la notte del 20 luglio del ’69 in tutto il mondo interplanetario non c’è stato un furto, un omicidio, una rapina, uno scappellotto. Erano tutti li davanti a Neil Armstrong. E questo cosa vuol dire?
Vuol dire che se tutti guardassimo di più la televisione il nostro sarebbe un mondo migliore Lo sbarco sulla luna dà il la a una schiera di improbabili personaggi per discettare di sosia viterbesi di Armstrong e torri gemelle, monoliti, alieni e spiritualità, scimmie, tapiri e licantropi.
Ma l’allunaggio della notte del 20 luglio del ’69 è anche l’evento mediatico attraverso il quale misurare l’inattingibilità del reale in un’epoca la cui verità coincide con il suo darsi in rappresentazione. Al cuore del tutto uno squarcio di storia intima, che ha a che fare con la paternità e le fragilità dell’infanzia.
Contro la sete di realtà, lo spettacolo conduce in un viaggio surreale, esilarante e struggente, portato avanti al tempo imperfetto, che è il tempo dei giochi e dei sogni, e che si dissolve al presente.
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