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Tempi (belli) di un'epoca d'oro: quando i "Saluti da Palermo" si spedivano in cartolina

Spesso le illustrazioni erano realizzate da autori famosi che richiamano l’epoca della belle époque e dei fasti artistici che hanno lasciato il segno in opere d’arte

Giovanna Gebbia
Esperta di turismo relazionale
  • 18 febbraio 2024

Cartolina "Saluti da Palermo"

C’era una volta la Palermo in cartolina.

Così la città dei leoni, dell’aquila e del genio si mostrava al mondo ritratta in illustrazioni che venivano spedite in tutto il mondo da viaggiatori che arrivavano in una Sicilia antica, poco conosciuta e bellissima, ricca di tesori d’arte e paesaggi mozzafiato.

La cosa poco nota è che spesso queste illustrazioni erano realizzate da autori famosi, artisti che richiamano l’epoca della belle époque e dei fasti artistici che hanno lasciato il segno in opere d’arte che si possono ancora ammirare.

Alla fine dell'Ottocento con l’avvento dell'affrancatura le cartoline illustrate diventarono il modo di comunicare popolare più usato, anche in momenti storici infelici come durante la prima e la seconda guerra mondiale, per mettere in comunicazione i militari con le famiglie.

Tra le più importanti case editrici italiane che produssero cartoline illustrate, si distinse la Casa Ricordi & C. di Milano con opere di pittori e disegnatori cartellonisti famosi e cartellonisti e la diffusione in Italia fu un vero fenomeno sociale, nel campo delle comunicazioni ed in quello economico dell’editoria.
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Fu così che si sviluppò anche il collezionismo che si concentrò su paesaggi lontani, viaggiando da un paese all'altro del mondo sconosciuto alla maggior parte della popolazione.

Le cartoline illustrate con il loro messaggio rarefatto portavano un pensiero ad persona amica, ad un amore, ad una famiglia, ma rappresentavano attraverso le immagini di panorami e scorci di città, un viaggio di conoscenza che oggi facciamo con i nostri “post” social.

Tornando a Palermo, era considerata una delle più belle città del mondo per la sua posizione meravigliosa sul golfo e il suo mare azzurro, come per la sua cornice verde della allora “Conca d’Oro”, tra campagne e monti appena sopra il suo centro urbano, per l’arte e la bellezza dei suoi tesori ritratti appunto in molte delle cartoline illustrate, emesse tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento.

In particolare quelle dell’epoca Liberty della Belle époque ritraggono una città con splendide bellezze artistiche e naturali, visitata da ospiti illustri e normali visitatori, affascinati dalla sua atmosfera antica e regale, anche folcloristica.

I luoghi ritratti erano i panorami degli scorci urbani, del suo mare e del porto, Monte Pellegrino, la Conca d'Oro, ma anche pittoresche scene di personaggi e momenti folcloristici immortalati in splendide cartoline oggi in collezioni private importanti.

Queste cartoline furono spesso le opere di bravi pittori dell'epoca, che colorarono questi cartoncini splendidamente che dipingevano dal vero en plain air il bozzetto originale, che diventava successivamente la cartolina da riprodurre, oppure ripresi dai migliori fotografi diventati noti nel tempo: operanti a Palermo c’erano gli Incorpora, Interguglielmi, Saffer, Sommer, Laisné, Pilot, Ledru.

Dal 1901 la Casa editrice Ricordi & C. produsse cartoline illustrate per conto di Carlo Golia & Editeurs Palerme, ma furono alcuni tra i più raffinati pittori a realizzarne di bellissime: Giovanni e Rocco Lentini, Gustavo Mancinelli, Giuseppe Sciuti, Ettore De Maria Bergler, Rosario Paoletti, solo per citarne alcuni.

Composizioni pittoriche che riproducevano scorci di paesaggio, monumenti, panorami della città per produrre cartoline a colori veri e propri capolavori di raffinata fattura che interpretarono la stupenda bellezza della città e i suoi meravigliosi dintorni spesso inondati di luce, sotto il cielo terso e azzurro, in una atmosfera luminosa e vibrante.

Di Giovanni Lentini jr. c’era la serie con veduta del Teatro Massimo, La via Matteo Bonello ed i campanili della Cattedrale ed una bella immagine della Porta Felice, mentre del pittore palermitano Salvatore Civiletti, figlio del più noto scultore Salvatore, c’è il Golfo di Sferracavallo, il panorama di Palermo visto dal convento e dal cimitero di S. Maria di Gesù.

Durante il periodo della Belle époque a Palermo soggiornarono teste coronate e illustri personaggi che venivano prima attratti proprio da queste raffinate vedute, cariche di suggestione e bellezza di una città meravigliosa, riprodotte dai disegni, o tecniche miste di noti autori che si erano dedicati a questa attività, o ricavate da fotografie ritoccate e trattate "pittoricamente".

L’origine della cartolina illustrata è incerta: varie versioni si dividono tra la Francia e la Germania nel periodo che va dalla fine del Settecento a quella dell’Ottocento: un cartoncino rettangolare dove su un lato si riproduceva un paesaggi e vedute, disegni o opere d'arte, e dall’altro il testo con indirizzo.

Sembra che fu il proprietario di una libreria di Oldenburg, un certo sig. Schwartz che la commercializzò nel 1874 con una serie di venticinque cartoline illustrate che riproducevano soggetti diversi: da paesaggi a monumenti, cominciando a diffondersi in giro per l’Europa.

Nel 1896 arrivò in Italia per la prima volta illustrata del Ministero delle Poste che raffigurava gli stemmi e le bandiere dei Paesi dei reali sposi, alla quale ne segui un’altra con i panorami di Napoli, Capri e Amalfi.
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