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Non è più del principe Lanza di Scalea: il futuro di Villa Deliella "adesso è realtà"

L'Ars ha approvato il finanziamento di 3 milioni per la progettazione del nuovo museo del Liberty a Palermo. Un ulteriore importante passo avanti verso la sua realizzazione

Marta Genova
Giornalista
  • 8 marzo 2021

Palermo, Villa Deliella a piazza Crispi, prima di essere abbattuta

Acquisizione e assegnazione. Erano questi i due passaggi tanto attesi da chi da anni cerca di ridare dignità a quella che fu Villa Deliella.

L'assessorato regionale per l'Economia è stato autorizzato lo scorso dicembre all'acquisizione dell'area dell'ex villa Liberty di Palermo, ed alla successiva assegnazione all'assessorato dei Beni culturali e dell'identità siciliana per la "progettazione finalizzata alla realizzazione di uno spazio museale avente tema Liberty e il periodo della Bella Epoque".

All'appello mancava il voto della Commissione bilancio dell'Ars, l'assemblea regionale, per lo stanziamento dei fondi (già individuati), che è finalmente arrivato.

Sembra quasi un sogno che si realizza, in una città dove certe dinamiche sono difficile da eliminare. Quali? Ci sta a questo punto rinferscare velocemente la memoria sui fatti legati a questo luogo, raso al suolo in una notte dell'autunno del 1959, durante il sacco di Palermo, e in gran "segreto".



La storia in breve: "fu progettata dall'architetto Ernesto Basile nel 1898 per la famiglia dei principi Deliella, i coniugi Anna Drogo di Pietraperzia e Nicolò Lanza e fu completata tra il 1907 e il 1909 dal costruttore Salvatore Rutelli.

Nel 1954 l'assessorato ai beni culturali della Regione siciliana aveva vincolato la villa proprio perchè opere del Basile ma il Comune di Palermo revocò il vincolo per un vizio formale: non erano passati 50 anni dal suo completamento.

Nel 1959 una variante del piano regolatore di Palermo fu approvata dal consiglio comunale e a cui furono apportati centinaia di emendamenti, in accoglimento di istanze di privati cittadini, varianti che permettevano di costruire nell'area di via Libertà, dove allora si concentravano le residenze private Liberty costruite tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento: avvenne così il cosiddetto sacco di Palermo (per sapere di più sulle ville distrutte leggi questo articolo).

Con l'accordo dell'ultimo proprietario, Franco Lanza di Scalea, vennero sottoposti al consiglio comunale i piani per demolire Villa Deliella che vennero approvati in gran fretta il 28 novembre in modo che la demolizione potesse cominciare nel pomeriggio stesso e concludersi l'indomani, così da evitare il vincolo dei beni culturali.

Villa Deliella fu distrutta in una notte tra sabato e domenica e gli arredi, di casa Ducrot, furono depredati dai cittadini. Tuttavia I permessi per le nuove costruzioni non furono più rilasciati e da allora l'area è stata utilizzata come parcheggio semiabusivo fino al sequestro di questo, nel marzo 2018". Ricordate l'autolavaggio Panno, immagino.

Nel settembre del 2019 fu poi organizzato un workshop internazionale di progettazione “Villa Deliella 1959-2019” per la definizione di linee guida utili alla predisposizione di un concorso di realizzazione del Museo del Liberty proprio per valorizzare l’area urbana nel Comune di Palermo ove sorgeva la villa“Deliella”.

Ad onor del vero va detto che è grazie a un gruppo di giovani architetti di Palermo, se si ricomincia a parlare di Villa Deliella; architetti e studiosi del Liberty e innamorati della bellezza della città. Ed è così che Danilo Maniscalco e Giulia Argiroffi, che informano passo passo gli eredi di Basile di ciò che hanno in testa, il 28 novembre del 2015, presentano uffcialmente un documento firmato da oltre cento tra professori, intellettuali e noti professionisti.

E il progetto è quello di ricostruire villa Deliella. Nasce il comitato, ad oggi esistente, Ricostruiamo Villa Deliella. L'idea iniziale era quella di "ricostruire la villa dove era e come era prima che lo scempio si concretizzasse". La proprosta iniziale fatta alle istituzioni era quella di utilizzare fondi comunitari o privati per portare a compimento l’ambiziosa opera.

Nel tempo, a seguito di tanti confronti, alcuni molto costruttivi, altri assai meno, il tiro è stato cambiato, pensando alla realizzazione di una nuova costruzione e un Museo del Liberty, appunto.

Da qui l'organizzazione del Workshop internazionale promosso dal Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Palermo, in collaborazione con il Comune di Palermo, la Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Palermo, L’Università degli Studi di Palermo, l’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della Provincia di Palermo, l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia.

E si arriva ad oggi, al via libera all'acqusizione del terreno da parte della Regione ed alla successiva assegnazione all'assessorato dei Beni culturali e dell'identità siciliana per la progettazione e dunque la realizzazione del Museo del Liberty.

«È la cucitura di una ferita - ci dice Marianna Caronia -. Una ferita pubblica e tutti adesso dobbiamo contribuire a sanarla definitivamente. La volontà di organizzare il worhshop internazionale, organizzato non senza difficoltà - è stato un passo importante che ha coinvolto diversi attori per questo progetto ambizioso che adesso potrà diventare concreto. Non è più un'aspettativa, è realtà. Siamo pronti per avviare un progetto di rilancio della nostra città basato sul suo patrimonio artistico e culturale, sulla valorizzazione delle potenzialità turistiche e su una rete diffusa di poli cultuali di attrazione».

Quali i tempi? Non dovrebbe passare molto, l'ostacolo maggiore è stato superato, ovvero l'ok all'acquisizione dell'area e all'Ars è stato finalmente approvato in Commissione bilancio il finanziamento di 3 milioni di euro per l'avvio della progettazione.

Le risorse sono derivanti dalla riprogrammazione del programma operativo complementare POC 2014/20120.
I POC hanno l'obiettivo di garantire il completamento di interventi avviati nel ciclo 2007-2013 e di avviare nuove azioni relative al periodo 2014-2020 e sono finanziati con una quota delle risorse destinate al cofinanziamento nazionale dei Programmi operativi regionali (POR) e nazionali (PON) finanziati con i Fondi SIE, ovvero i Fondi strutturali e di investimento europei.

Quando la perseveranza viene premiata la soddisfazione è grande, come si evince dalle parole del Comitato Ricostruiamo Villa Deliella: «Sono sviluppi importanti che attendevamo da tempo, ci auguriamo che si possa costruire quella consapevolezza civica indispensabile al nostro riscatto culturale e morale, coome comunità. Da anni come gruppo portiamo avanti la convinzione che la ricostruzione dell'area di Villa Deliella, un frammento dell'immenso patrimonio che ci è stato sottratto, sia la premessa necessaria a ricucire una ferita che brucia da più di 60 anni».
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