ITINERARI E LUOGHI
In Sicilia ci sono luoghi sorprendenti: tra i campi, incontri un gioiello che non ti aspetti
Vi portiamo in un posto unico: in aperta campagna, in mezzo ad una distesa di agrumeti, si erge maestoso uno dei monumenti normanni più belli al mondo
L'abbazia normanna dei Santi Pietro e Paolo a Casalvecchio
Una domenica decembrina il gruppo divaga un po' rispetto ai suoi prevalenti interessi di tipo naturalistico e paesaggistico e si dedica alla scoperta dei tesori artistici della Valle dell'Agrò, sempre avvalendosi del trekking. Dopo avere camminato per alcuni chilometri, sull’ampio greto sassoso del torrente occupato solo in minima parte dall’alveo del fiume dalle acque azzurrine che scorre pigramente e con frequenti meandri per la ridotta portata e anche perché attraversa una zona a debole pendenza.
La scarna vegetazione è costituita da radi ciuffi d’erba, da rovi e da qualche ginestra. Abbiamo incominciato a vedere l'Abbazia che già a scorgerla da lontano sembra un'apparizione da favola per la sua inaspettata presenza in un luogo di aperta campagna, per la sua policromia ottenuta con un sapiente alternarsi di mattoni di colore diverso, per l'imponenza e l'armonia delle sue forme.
Essa culmina fra un sparuto gruppo di bassi e bianchi caseggiati e fa parte dei monumenti normanni più significativi della riviera ionica che comprendono la Chiesa di Santa Maria a Mili S. Pietro e la Chiesa di S.Pietro e Paolo nella frazione Croce di Itala.
Sono pressoché coevi essendo stati costruiti intorno al 1.100 e testimoniano il significativo ritorno del Cristianesimo in una terra poco prima soggetta alla dominazione araba, ma sono sorti non solo per esigenze religiose ma anche per motivi politici poiché erano situati in luoghi strategici per il controllo del territorio su delle alture a ridosso dei corsi d'acqua una volta molto più copiosi e ideali per la difesa e per dominare i flussi commerciali.
I monaci che li custodivano appartenevano all'ordine basiliano e si dedicavano non solo allo studio ed alla preghiera ma anche al lavoro; perciò hanno rappresentato un esempio avanzato di colonizzazione agricola ed hanno contribuito alla valorizzazione economica delle zone in cui erano insediati.
Nella poco distante Itala esiste ancora una galleria, adesso interrata, mediante la quale i monaci erano riusciti a captare le acque del monte Scuderi ed a portarle vicino al luogo dove sorge il monastero. Questi monumenti perciò costituiscono una preziosa testimonianza storica, oltre ad essere dei veri e propri gioielli sul piano architettonico e stilistico, essendo senza alcuna esagerazione fra i più belli monumenti normanni di tutto il mondo.
È notevole la sintesi in essi presenti fra i motivi stilistici bizantini e arabi a cui i normanni si sono ampiamente ispirati. Così possiamo ammirare le forme raccolte tipiche di queste architetture, l'intrecciarsi di archi a doppia mandata, la dimensione ridotta delle finestre che ubbidiva a una concezione spirituale: le Chiese sono luoghi di culto perciò la luce più importante è quella della fede.
Uno dei tratti di maggiore fascino di queste Chiese è costituito dalle policromie delle facciate e degli interni che si otteneva con una tecnica semplice consistente nell'alternanza di mattoni di colori diversi, solitamente due. Queste chiese sorgono in ambienti agresti, rurali, paesani; ciò lungi dal costituire un limite dal punto di vista della loro fruizione in termini turistici ne costituisce invece un valore aggiunto perché la serenità e la pace presente in questi luoghi dispongono l'animo al raccoglimento necessario per la preghiera, la meditazione e la contemplazione estetica.
Pertanto esse rappresentano un binomio impareggiabile fra arte e natura e possono alimentare un turismo sostenibile, infatti nelle strade vicine il traffico automobilistico è quasi inesistente e si respira aria pura.
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