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Il record mondiale di rifiuti sul fondale marino: the winner is... lo Stretto di Messina

Lo indica uno studio pubblicato su Environmental Research Letters da un gruppo di ricerca coordinato dall'Università di Barcellona in collaborazione anche con l'Italia

Balarm
La redazione
  • 20 gennaio 2021

Uno dei record più tristi è quello che va allo Stretto di Messina, quello dei rifiuti sul fondale marino.

Purtroppo è questo il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters da un gruppo internazionale di ricerca coordinato dall'Università di Barcellona, in Spagna, condotto in collaborazione con il Joint Research Centre (Jrc) della Commissione europea e diversi enti italiani, come l'Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (Ispra), la Stazione Zoologica Anton Dohrn, l'Università di Cagliari e l'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs).

Secondo quanto emerso in alcuni punti la densità supera il milione di oggetti per chilometro quadrato. I rifiuti stanno aumementando nei fondali marini di tutto il mondo e il fenomeno non si arresta, entro i prossimi 30 anni il volume dei rifiuti marini potrà superare i tre miliardi di tonnellate.

Come riporta l'Ansa, nonostante gli sforzi della comunità scientifica, la diffusione dei rifiuti nei nostri mari e oceani non è ancora pienamente conosciuta. Miquel Canals dell'Università di Barcellona ha spiegato che "Le regioni marine più colpite sono quelle circondate da terre o semi chiuse, i fondali vicino la costa, le aree prossime allo sbocco di grandi fiumi e quelle dove c'è un'intensa attività di pesca, anche lontane dalla terra.



Plastiche, metalli, vetro, ceramica, attrezzature da pesca, tessuti e carta sono tra i materiali più abbondanti.
Nel Mediterraneo - aggiunge - la spazzatura sui fondali è già un serio problema ecologico. In alcuni luoghi della costa catalana ci sono grandi accumuli. Quando ci sono forti tempeste, come la tempesta Gloria del gennaio 2020, le onde riportano i rifiuti sulla spiaggia. Alcune spiagge sono state letteralmente ricoperte".

Lo scorso anno nello Stretto di Messina è stata ritrovata una autentica discarica sottomarina. I rifiuti come ormai noto si accumulano anche sul fondo del mare, e la topografia influenza fortemente la loro distribuzione. Strutture come monti e canyon possono generare correnti capaci di convogliare i rifiuti in punti di accumulo.

Vi proproniamo a tal proprosito un interessante video pubblicato la scorsa estate sul canale istituzionale dell'ISPRA, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
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