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Fu il suo rifugio dall'epidemia di colera: la Casa Museo Pirandello pronta a rinascere

Al via i lavori di manutenzione della residenza di contrada Caos, ad Agrigento. Nel 1944 fu danneggiata dallo scoppio del deposito di munizioni delle truppe americane

Balarm
La redazione
  • 22 gennaio 2021

La Casa Museo di Pirandello

La casa, si sa, è il nido dove il "mondo di fuori” lascia spazio, sicuro, al “mondo di dentro”. È così per tutti e forse ancor di più per gli scrittori.

Le case museo sono il valore aggiunto alla produzione di artisti in generale e la Sicilia, da questo punto di vista, è terra privilegiata poiché ne conserva in numero ragguardevole.

Nella fattispecie nei prossimi mesi la Casa natale di Luigi Pirandello, che si trova nella contrada denominata "Caos", a 4 chilometri da Agrigento, ritornerà all’originale splendore.

La Casa, una costruzione rurale di fine Settecento, verrà interessata, infatti, da opere di manutenzione che riguardano sia interventi di miglioramento e di salvaguardia del manufatto, che di adeguamento strutturale con l'abbattimento delle barriere architettoniche.

Entrare nell’intimità dei luoghi - nel rispetto comunque della memoria - è un ulteriore tassello significativo che aggiunge alla produzione letteraria, nel caso di Pirandello, una sfumatura ulteriore sul personaggio e sul percorso creativo, fatto anche dei colori e dei suoni di una casa.



La Villa dove ha sede la Casa–Museo Pirandello, appartenne ai Ricci Gramitto, avi di parte materna dello scrittore, sin dal 1817.

In questa residenza, infatti, trovò rifugio la famiglia Pirandello per sfuggire alla grave epidemia di colera che nel 1867 imperversava in tutta la Sicilia.

Danneggiata nel 1944 dallo scoppio del vicino deposito di munizioni delle truppe americane, venne dichiarata nel 1949 monumento nazionale.

Tre anni dopo la Regione Siciliana l'acquistò e diede inizio ai lavori di restauro e sistemazione della Casa e della stradella di collegamento il pino marittimo, il celebre albero sotto il quale il drammaturgo agrigentino trovò ispirazione per alcune delle sue più celebri opere.

Le stanze con vista sulla campagna ospitano una vasta collezione di fotografie, recensioni e onorificenze, prime edizioni di libri con dediche autografe, quadri d'autore dedicati a Luigi Pirandello, locandine delle sue opere più famose rappresentate nei teatri di tutto il mondo. Periodicamente la Casa ospita anche mostre temporanee dedicate al Maestro.

Dal 1987 la Casa natale costituisce un unico istituto con la Biblioteca Luigi Pirandello.

«I musei regionali - afferma il presidente della Regione, Nello Musumeci - appaiono tristi e fuori dal tempo. Quello dedicato a Luigi Pirandello, in particolare, costituiva offesa al buon senso. Con i lavori che stiamo avviando realizzeremo uno spazio culturale all'avanguardia, senza sacrificare il valore scientifico del materiale conservato».

«Luigi Pirandello è un testimone prezioso. Abbiamo il dovere morale di mantenere viva e in buono stato la memoria dei luoghi che testimoniano l'esistenza dei siciliani illustri.

Gli interventi appena avviati nella Casa-Museo di Pirandello – dice l'assessore dei Beni culturali e dell'Identità siciliana, Alberto Samonà - rappresentano un'opera di mantenimento necessaria a garantire la memoria storica di un luogo molto prezioso non solo per i siciliani ma per il mondo intero.

La casa-museo di Pirandello, con la sua posizione suggestiva e con il patrimonio letterario, umano e storico che conserva, rappresenta una preziosa testimonianza di memoria e di identità da preservare e valorizzare».

I lavori, della durata di tre mesi, saranno realizzati dalla Ditta Scancarello di Palermo per un importo di 133.832,00 euro. Progettista e direttore dei lavori è il Soprintendente dei Beni culturali di Agrigento, Michele Benfari.
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