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È di Palermo e ha 20 anni: il fotografo che ha "fermato" il sole che sorge a Porta Felice

Non sono passati inosservati sui social gli scatti di questo promettente fotografo palermitano che cerca di esaltare la bellezza. Ecco la storia di Francesco Rotolo

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 12 gennaio 2021

L'alba a Porta Felice (foto di Francesco Rotolo)

Dalla curiosità alla passione, quella che ti fa alzare presto la mattina, il passo può essere breve.

Ed è stato così per Francesco Rotolo, il ventenne palermitano che studiando, nel vero senso della parola, la natura riesce a fermare nelle immagini l’incontro tra questa e l’architettura.

«Da sempre sono stato incuriosito e affascinato dalla natura e dalle sue manifestazioni - ci ha detto Francesco - e cercavo sempre dei modi per rappresentarla. All’inizio con il disegno, ho realizzato molti paesaggi, poi crescendo ho usato la fotografia per condividere la mia visione di architettura e natura».

Non sono passati inosservati, infatti, gli scatti di questo promettente fotografo che cerca di esaltare la bellezza: quella creata dall’uomo, ovvero le opere di architettura, e quelle presenti in natura.

«Quello che cerco di imprimere nelle mie fotografie è l’emozione che io provo davanti a questi spettacoli, emozione che certamente tocca tutti per quanto la frenesia della vita quotidiana ci distragga».



È questa la “bellezza” per Francesco Rotolo: «l’attimo che a volte ci sfugge pur avendolo sotto gli occhi, come lo spettacolo dell’alba ad esempio che si ripete ogni giorno ma la cui eccezionalità a volte passa in secondo piano».

Dai primi scatti, tutt’altro che studiati, realizzati con il cellulare all’acquisto della prima macchina fotografica l’”occhio” di Francesco si è sviluppato riuscendo a catturare, ad esempio, il sole che sorge e si incastona tra i bastioni di Porta Felice a Palermo, irradiando tutta la sua luce lungo il Cassaro.

«Ricordo che la prima macchina fotografica la acquistai qualche mese prima di partire per l'Irlanda, in un viaggio/scuola-lavoro di un mese, organizzato dalla mia scuola superiore, l’I.I.S. Damiani Almeyda-Crispi.

Approfittai di quella bella esperienza all'estero per utilizzare e "giocare" con il mio nuovo acquisto. E fu così che iniziai a considerare, seriamente e studiare da autodidatta, l’arte della fotografia.

Per me è divertimento e programmazione insieme. Prima dello scatto definitivo ci sono diversi momenti di studio e tentativi che mi portano, poi, al risultato finale. Vado sul posto, osservo e calcolo i movimenti del sole, ad esempio, e poi provo le inquadrature. Insomma nulla è lasciato al caso».

Ma c’è qualcosa che Francesco, volutamente, esclude dal suo obiettivo.

«Preferisco non includere l’uomo nei miei scatti, affidandomi al concetto del “less is more”. Penso che tra natura e architettura, che comunque è opera dell’uomo, il connubio sia completo».

Ha le idee molto chiare il giovane palermitano sul suo futuro e sul futuro della sua attività da fotografo.

«Al momento frequento la facoltà di Scienze Naturali e Ambientali all’università di Palermo, percorso che mi permetterà di conoscere meglio quanto osservo attraverso la lente della macchina fotografica. In generale però preferisco non confondere il lavoro con le passioni, almeno per il momento preferisco che la fotografia rimanga tale».

E si sa ogni passo conquistato, ogni scatto messo nel portfolio, è uno stimolo per altre avventure.

«Ho due progetti in cantiere, uno più vicino nel tempo, l’altro un po’ più distante. Tra il 29 e il 30 gennaio 2021 ci sarà la prossima luna piena e vorrei riuscire ad immortalarla mentre sale alle spalle dell’isola delle Femmine. L’altro progetto è più ambizioso e non dipenderà solo da me poterlo realizzare.

Vorrei riuscire a fotografare l’eclissi parziale del sole che sarà visibile da New York il prossimo 10 giugno; spero che la pandemia non mi impedisca di essere lì quel giorno. Io nel frattempo sto già “studiando il cielo” per essere pronto».
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