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215 anni fa veniva fondata l'Università di Palermo: inaugurato il nuovo Anno Accademico

È stato l'anno della scelta coraggiosa e socialmente responsabile. "L’Ateneo - dice il rettore Micari - ha saputo reagire con grande determinazione e spirito di squadra"

Balarm
La redazione
  • 23 febbraio 2021

Una giornata importante per gli studenti, i professori e per tutti i protagonisti del mondo accademico, seppur si sia svolta in maniera inusuale a causa delle restrizioni legate alla pandemia.

La cerimonia per l'inaugurazione dell'Anno Accademico 2020-2021 dell’Università degli Studi di Palermo si è tenuta infatti in streaming. Sono intervenuti il Rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, il Direttore Generale, Antonio Romeo, il Rappresentante del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, Salvatore Granata, e la Rappresentante degli studenti, Ilenia Concetta Giardina. Ad intervenire anche l’ex ministro all’Università Gaetano Manfredi.

Le parole di Antonio Romeo racchiudono il senso di un anno passato e uno iniziato, che per molti aspetti è stato atipico e decisamente unico rispetto ai precedenti fin dalla fondazione dell'Universita di Palermo 215 anni fa, «Sostenibilità sociale, ambientale, finanziaria. Sono queste le parole chiave che riassumono la gestione 2020 - dice - che, in una situazione contingente senza precedenti, si è contraddistinta per l’adozione di importanti misure e azioni a favore, principalmente, degli studenti oltre che di tutta la comunità universitaria.



È stato l'anno della scelta coraggiosa e socialmente responsabile di operare riduzioni alla tassazione in favore degli studenti e delle loro famiglie, estendendo la no tax area da 13mila a 25mila euro di ISEE, unitamente alla decisione di finanziare ulteriori interventi di sostegno allo studio e per la fruizione della didattica digitale».


«Il 2020 è stato un anno assolutamente particolare - ha scritto nel suo report il rettore Micari -, caratterizzato dall’impatto della pandemia sul nostro agire quotidiano. Nel giro di pochissime settimane abbiamo dovuto completamente stravolgere le nostre attività, mettendo da parte metodi di lavoro ai quali eravamo stati abituati per decenni e adattandoci rapidamente a nuove modalità.

L’Ateneo ha tuttavia saputo reagire con grande determinazione e spirito di squadra. Nulla si è fermato, nessuno è stato lasciato indietro. Sul fronte della Formazione sono proseguite le lezioni e gli esami di profitto e di laurea, con risultati assolutamente analoghi a quelli degli anni precedenti.

Non appena possibile sono stati riaperti i laboratori per riprendere le attività di Ricerca sperimentali. Le attività di Terza Missione sono proseguite, sia pure con tutte le limitazioni dello svolgimento a distanza. Uno sforzo straordinario, infine, è stato messo in campo sul fronte assistenziale, grazie all’impegno inesauribile di tutto il personale dell’area medico-sanitaria».

Su questo fronte non è mancato un elogio al lavoro del Policlinico, «In questo periodo di pandemia è stato un presidio di frontiera, dalla diagnostica alla cura e alla campagna vaccinale - ha detto - sono stati attivati 80 posti covid e anche 8 terapie intensive, ma abbiamo anche riattivato i locali dell’ex Imi dopo 12 anni».

Micari ha evidenziato con orgoglio di avere "fermato l’emorragia di studenti degli ultimi anni" l’offerta formativa è aumentata del 34 per cento, da 131 a 160 corsi che per i due terzi sono ad accesso libero I in totale 105). Anche il numero degli immatricolati e degli iscritti alle magistrali è cresciuto (dal 2015 aumentati del 34 e del 45 per cento).

La vision dell'Università di Palermo rimane una: "Promuovere la cultura, la ricerca di base e applicata, l’alta formazione e il trasferimento tecnologico; affermare il proprio carattere laico, pluralistico e indipendente; garantire pari opportunità senza distinzioni di genere, orientamento sessuale, origine etnica, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni sociali e personali; partecipare allo sviluppo economico, sociale e culturale del territorio".

La mission invece è quella di "porre lo studente al centro di ogni decisione, garantendone l’alta formazione e prestando la massima attenzione alle sue esigenze e legittime aspettative; promuovere modelli di formazione innovativi, proporre un’offerta formativa adeguata alle esigenze del territorio, incentivare lo sviluppo della ricerca scientifica e la diffusione della conoscenza per il progresso della società;

E ancora "rafforzare i network di ricerca internazionali, aumentare l’impatto della conoscenza nella società e sostenere i processi di sviluppo del territorio, garantire un dialogo proficuo con tutte le istituzioni interessate al fine di arginare il
fenomeno della migrazione intellettuale".
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