BANDI E OPPORTUNITÀ
Un bando per riacciuffare i cervelli in fuga: quattro milioni da Fondazione con il Sud
Potranno beneficiarne coloro che decideranno di tornare in Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna o Sicilia e che hanno svolto la loro attività da almeno tre anni fuori

Quattro milioni di euro per far tornare al Sud i cervelli fuggiti via a cercare fortuna altrove. È un bando della "Fondazione con il Sud" per permettere a giovani ricercatori emigrati di continuare il loro lavoro scientifico nelle regioni del meridione.
In particolare potranno beneficiarne coloro che decideranno di tornare in Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna o Sicilia e che hanno svolto la loro attività da almeno tre anni all'estero o al nord Italia.
È possibile chiedere 400 mila euro per progetto, della durata compresa tra i 24 e i 36 mesi. Il Bando è pubblicato sul sito della fondazione e scade il 28 novembre.
In 10 anni, dal 2001 al 2011, circa 700 mila laureati hanno lasciato l’Italia e, nello stesso periodo, oltre 170 mila laureati si sono trasferiti dal Sud al Nord Italia, con un trend crescente: dal 10,7% del 2001 si è passati al 25% del 2011.
Una delle principali criticità per il Sud, però, non è solo o tanto la «fuga dei cervelli», ma il saldo negativo tra chi va e chi viene, ovvero la poca capacità di attrazione dei territori meridionali per i ricercatori provenienti da altri Paesi.
In particolare potranno beneficiarne coloro che decideranno di tornare in Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna o Sicilia e che hanno svolto la loro attività da almeno tre anni all'estero o al nord Italia.
È possibile chiedere 400 mila euro per progetto, della durata compresa tra i 24 e i 36 mesi. Il Bando è pubblicato sul sito della fondazione e scade il 28 novembre.
In 10 anni, dal 2001 al 2011, circa 700 mila laureati hanno lasciato l’Italia e, nello stesso periodo, oltre 170 mila laureati si sono trasferiti dal Sud al Nord Italia, con un trend crescente: dal 10,7% del 2001 si è passati al 25% del 2011.
Una delle principali criticità per il Sud, però, non è solo o tanto la «fuga dei cervelli», ma il saldo negativo tra chi va e chi viene, ovvero la poca capacità di attrazione dei territori meridionali per i ricercatori provenienti da altri Paesi.
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