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Sei in Sicilia, nel borgo delle meraviglie: un tour (speciale) nel paese delle dieci cascate

Un luogo che proprio non ti aspetti. Un'escursione che parte dalle 20 chiese, con i loro magnifici portali, e finisce in un gioiello naturale tra laghetti e giochi d'acqua

Santo Forlì
Insegnante ed escursionista
  • 26 aprile 2024

Una delle dieci cascate del territorio di Mistretta

Escursione di tre giorni a Mistretta grosso comune del Parco dei Nebrodi. Venti chiese dai magnifici portali in pietra arenaria, le possenti mura di un castello, un territorio che annovera ben dieci cascate: un primato.

Col nostro gruppo “Camminare i peloritani” abbiamo effettuato un’escursione di tre giorni, che va senz'altro annoverata fra quelle speciali. Si è svolta a Mistretta comune messinese distante 90 chilometri dal capoluogo con un’altezza di mille metri circa situato nel Parco dei Nebrodi.

Il primo giorno abbiamo visitato il centro abitato, pregevole per le numerose chiese con le facciate e i portali davvero magnifici e sontuosi con innumerevoli sculture antropomorfiche e non che i maestri scalpellini locali hanno realizzato servendosi della robusta pietra arenaria molto presente in loco e che è stata utilizzata come materiale da costruzione per buona parte delle abitazioni unifamiliari con il tetto coperto di tegole rosse e a cui si accedeva mediante dei larghi e robusti scalini sempre in pietra.
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Siamo stati al museo regionale delle tradizioni silvo – pastorali che rappresentava non solo i pastori, ma anche i taglialegna, i carbonai, i cacciatori.

Tutti coloro che hanno nel corso del tempo hanno valorizzato le zone interne dell’isola elaborando forme di cultura e habitat fortemente radicati in tale peculiare ecosistema.

Qui abbiamo fatto la conoscenza di un personaggio ragguardevole, mister Polpetta, un signor cane. Questi si è aggregato a noi, ci hanno detto che di solito fa così quando vede “movimento”, ha seguito diligentemente tutte le spiegazioni e dopo se n’è andato per i fatti suoi. Ci hanno detto che ha un carattere molto indipendente.

Tempo fa l’hanno visto aggirarsi per il paese dopo che qualcuno l’aveva abbandonato, così il Comune gli ha messo un collare ed è diventato di proprietà comunale. Da allora trascorre le giornate andandosene in giro per il paese ma privilegiando le vie centrali e a giudicare dall’aspetto non viene lasciato morire di fame. La sera sceglie un portone e con la sua stazza piuttosto robusta batte contro di esso.

I proprietari capiscono che è Polpetta che si è autoinvitato per la notte, gli aprono e lo accolgono. La sera dopo farà lo stesso ma ad un altro uscio. Così nel corso degli anni è diventato popolarissimo, ma non ha voluto legarsi a nessun padrone.

Dopo la parentesi urbana nella serata abbiamo visitato il castello largamente in rovina, ma con le possenti mura ancora in piedi. Vi siamo arrivati di sera attraverso una bella scalinata di recente rimodernata ed illuminata.

Abbiamo visto dall’alto tutto il centro abitato immerso nelle tenebre e abbiamo intrapreso una discesa notturna attraverso vicoli e viuzze male illuminate. Una componente del gruppo si era persa, ho sperato che ci mettesse del tempo a trovarci per dare un po’ di “suspence” alla serata, ma non è passato manco un quarto d’ora che l’abbiamo vista comparire.

Il giorno dopo ci siamo dedicati all’obiettivo principale del nostro viaggio andare alla scoperta delle cascate di Mistretta: ben dieci, un primato.

Esse da poco sono passate agli onori della cronaca, prima erano semplicemente ignorate, contadini e pastori le indicavano sbrigativamente col nome di dirupi.

Il secondo giorno abbiamo percorso un sentiero sterrato in cui la guida locale, Daniela, ci ha anche spiegato le caratteristiche di alcune piante fra cui l'Euforbia dalla magnifica fioritura gialla e le proprietà del'iperico. Per raggiungere la cascata ci siamo invece calati attraverso un ripido sentiero in cui bisognava cercare di trattenersi e di aiutarsi sostenendoci a vicenda e con l'ausilio delle piante. Un tocco d’avventura non guasta.

Poi un po' in equilibrio sui sassi siamo giunti alfine a una magnifica e grande cascata sgorgante spumeggiante in mezzo a rocce arenarie, riversarsi e formare un laghetto di acqua limpidamente verde in cui sembrava acquietarsi la sua forza fragorosa.

Il terzo giorno per avviarci alle altre cascate abbiamo percorso un sentiero sterrato e a tratti pietroso che si inoltrava in mezzo alle siepi di ginestre spinose che formavano ampie chiazze di un giallo sfavillante.

Più oltre i consueti prati fioriti punteggiati di margheritine bianche e gialle. Infine siamo giunti al torrente dall’alveo pietroso e dalle acque di un verde trasparente. In un tratto c’era un tranquillo specchio d’acqua che col suo lento fluire dava una sensazione di idillico raccoglimento.

Dopo facendo degli equilibrismi fra i sassi, abbracciando i massi più grossi, effettuando degli scavalcamenti ventrali, appoggiandoci e scivolando sul sedere ci siamo meritati il grandioso spettacolo della seconda grande cascata: bella per il suo scaturire in mezzo alla verde parete rocciosa e soprattutto per l’ampio e circolare laghetto verde smeraldo che costituiva il suo degno corollario.
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