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Non solo centro storico: due antichi cortili di Palermo raccontano la vita di un tempo

L'antica vita popolare di Palermo tra lavoro e sofferenze ma anche convivialità e feste di quartiere: ogni luogo della nostra città ha una storia da raccontare

  • 15 luglio 2019

Il Cortile Trapani a Palermo

Basta fare un pò di attenzione e ci si accorge presto che ogni luogo della nostra bella città ha una storia da raccontare.

Tutto ciò succede specialmente negli angoli antichi più nascosti: i vicoli, i bagli o i cortili che trasudano di vita popolare fatta di lavoro e di sofferenze. Ma anche di momenti conviviali o di feste di quartiere, soprattutto religiose.

Spetta a chi è vissuto in queste zone conservarne la memoria e tramandarla, mettendone in risalto gli aspetti storici, caratteristici e tradizionali. Una responsabilità di un certo spessore e di tutto rispetto, fatta di oneri ma anche di grandi soddisfazioni.

È ciò che è felicemente accaduto in via Resuttana Colli, in due luoghi appartati che sfuggono agli sguardi di coloro che transitano velocemente in questa antica arteria palermitana. Cortile I° Trapani e Cortile II° Trapani, indicano le targhe toponomastiche.

Nomi identificativi del fondatore di questi bagli, Leopoldo Trapani, i cui discendenti (la famiglia Cusimano) dimorano ancora oggi in queste affascinanti aree, una volta molto più estese perché comprendevano altri terreni, compresi quelli poi venduti alle Suore Orsoline di via villa Sofia.
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Ogni cortile ha un proprio accesso indipendente, ma entrambi risultano collegati internamente dalle case della famiglia. Nel I° Cortile Trapani, una volta adibito all'entrata delle carrozze, un anello di ferro volutamente conservato (fissato ad una delle pareti dei fabbricati) testimonia l'attacco dei cavalli in quello spazio. In questo piccolo baglio insiste una ampia ed affascinante costruzione (poi restaurata e che qualche anno fa ospitava un ristorante-pizzeria) che in passato fungeva da stalla e sul cui arco di entrata la griglia in ferro battuto riporta le iniziali del fondatore: L T (Leopoldo Trapani).

Nel soppalco del vasto locale, dai soffitti con le travi lignee originali, si depositava la paglia necessaria agli animali. Nel cortile si respira ancora l'aria di un tempo che fu, rivissuti nei racconti che il sig. Cusimano ha voluto gentilmente narrarmi e un'intrigante atmosfera racchiusa gelosamente in tutta l'area.

Il Cortile II° Trapani è adiacente al primo, con accesso sempre da via Resuttana, protetto da un cancello che custodisce un luogo incantevole.

Qui la figlia del sig. Cusimano, Monica, ha voluto creare in una parte degli immobili di famiglia un appartamento turistico con servizi custodendo la seduzione di un passato che rischiava di perdersi. L'entrata nel cortile è davvero attraente, con il ciottolato originale della pavimentazione e una fontana zampillante fra il verde rigoglioso delle piante e degli alberi.

Una bellissima edicola votiva marmorea di Santa Rosalia è la memoria viva dei tempi in cui la gente del baglio si riuniva a pregare sotto di essa. Negli appartamenti de "I Cortili ai Colli" Monica Cusimano ha voluto che gli ospiti potessero entrare in una dimensione ormai dimenticata.

Il tutto fra il silenzio di quella che si può senz'altro ritenere una vera oasi di tranquillità e la suggestione di una incantevole dimora in cui si conservano le tracce di un periodo storico che va assolutamente riportato alla luce.

Soprattutto per l'importanza delle tradizioni e dei valori che rischiano di essere abbandonati giorno dopo giorno. Come le mura originali del cortile che delimitano un lato di via Villa Sofia, una volta denominata "Stradella dell'Inglese" poiché, dal lato opposto ad esse, altre mura cingevano la proprietà Whitaker di villa Sofia.

Stradella che la signora Whitaker non esitava a far attraversare dai suoi incaricati per rifornirsi delle galline faraone allevate in questi cortili di cui era molto ghiotta.
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