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Mollo tutto e parto: il palermitano che gira l'Italia a vela per raccontare le isole

Il progetto si chiama "33" isole e lui è Lucio Bellomo: oltre duemila miglia a bordo del suo Maribelle per incontrare gli italiani che vivono nelle isole e le loro storie

  • 23 maggio 2018

Lucio Bellomo a bordo di Maribelle

Quante volte avete detto o pensato frasi del tipo "ora mollo tutto e parto" e magari in barca a vela? Ebbene tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, ma quando il mare in questione è il Mediterraneo la tentazione può diventare irresistibile.

Lo sa bene Lucio Bellomo, palermitano di 34 anni con un dottorato in Oceanografia fisica in tasca, che dopo diversi anni passati nel mondo della ricerca scientifica ha deciso di solcare le acque del Mare Nostrum con una piccola barca a vela per un progetto che coinvolge isole ed isolani.

"33 isole": è questo il nome del viaggio di Lucio che, partito da Palermo il 15 aprile scorso, sta interessando le principali isole minori italiane, e si concluderà in agosto a Venezia.

«L’idea è nata dalla mia grande passione per il mare ed il Mediterraneo in particolare - spiega Bellomo a Balarm - Voglio raccontare le storie di quei giovani che hanno deciso di costruire il proprio futuro nel luogo dove sono nati o dove hanno scelto di vivere, ovvero nelle piccole isole del nostro Paese. Sono loro che voglio sentire parlare, quelli che restano o si trasferiscono, quelli che scommettono sul proprio futuro "isolano", nonostante le mille difficoltà dovute alla distanza e ai collegamenti».
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Quattro mesi, 2mila e 300 miglia nautiche, 33 isole, appunto, e tante storie di donne e uomini che vivono e lavorano quotidianamente lontani dalla ‘terraferma’, impegnati nel portare avanti attività ed idee innovative.

È il caso di Eugenio Viviani, fondatore di una scuola di kayak incontrato a Vulcano, o di Monica Blasi, biologa marina che gestisce a Filicudi il centro di ricerca e divulgazione "Filicudi Wildlife Conservation", o ancora di Margherita Longo che, insieme al suo compagno Vito Barbera, ha lasciato l’approdo sicuro di una vita in città per tornare a coltivare la terra ad Ustica fondando un’azienda agricola.

«In ogni isola sto realizzando delle interviste che, grazie anche all’aiuto di un regista, faranno parte di un documentario - continua - Inoltre ogni tappa è un momento utile per organizzare incontri con gli abitanti, specie con i più giovani, dove posso raccontare del mio progetto e cercare di sensibilizzare sulla tutela dell’ambiente marino».

Il viaggio di Lucio del resto sta avvenendo nel totale rispetto dell’ambiente visto che Maribelle, la barca a vela di 6 metri che lo accompagna (una sorta di gommone a vela), possiede un motore elettrico alimentato a pannelli solari ed è dunque ad emissioni zero.

«Questo progetto spero possa servire anche a porre l’attenzione su alcune tematiche ambientali che mi stanno a cuore - conclude Bellomo - Penso ai rifiuti plastici nei nostri mari, che in giorni di bonaccia mi è anche capitato di veder galleggiare, o al tema della gestione dei rifiuti nelle isole. Bisogna fare di più per proteggere non soltanto l’ecosistema dei nostri mari ma anche quello delle nostre isole».

Il viaggio di Lucio sta continuando: al momento si trova nell’arcipelago delle Pontine, pronto a salpare tra qualche giorno per l’isola del Giglio.

Attraverserà dunque l’arcipelago Toscano per poi fare rotta su alcune isole minori della Sardegna. Poi sarà nuovamente in Sicilia, alle Egadi, per poi veleggiare fino a Pantelleria, le Pelagie, Ortigia, e poi a nord-est verso la Puglia, le Tremiti e le isole della Laguna di Venezia.

Storie di persone e di mare che si intrecciano come nel più classico dei romanzi di avventura. E la mente non può che andare ad una delle frasi più belle di John Donne, resa celebre poi da Ernest Hemingway in "Per chi suona la campana" che ben sintetizza questa fantastica avventura: “(…) Nessun uomo è un’isola, completo in sé stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. (…)”.

Potete seguire il viaggio di Lucio sul sito internet ufficiale o tramite la pagina facebook del progetto "33 isole".
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