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Un canyon tra lava, cascate e vegetazione: lo spettacolo siciliano del fiume Oxena

Le cascate dell’Oxena si raggiungono dall’autostrada A19 Palermo-Catania: una piccola meraviglia paesaggistica, arricchita dalla presenza di alcune piscine naturali

  • 11 ottobre 2017

Il fiume Oxena nel catanese (foto di Salvo Orlando)

Ottobrata in vista e ancora qualche ora di luce in più, preparate dunque un bagaglio leggero, costume, scarpe da trekking, un paio di stivali e macchina fotografica: questa volta si va nel catanese, in un posto poco conosciuto e di grande bellezza.

Il fiume Oxena scorre sugli Iblei nordorientali ed il suo nome ricorda l’antichissima storia di queste terre, ovvero l’insediamento di Essena: un antico centro abitato i cui ruderi sono situati lungo il corso del fiume, più a valle. Il corso d’acqua ha scavato una sinuosa gola (localmente chiamata ‘cava’) oggi colonizzata da una lussureggiante vegetazione.

Mentre le pareti della cava sono caratterizzate da depositi sedimentari recenti, il letto del fiume è costituito dai prodotti di antichissimi centri vulcanici, ben precedenti all’Etna e risalenti ad almeno due milioni di anni fa. In prossimità di una stretta ansa, a breve distanza dall’abitato di Militello in Val di Catania, il fiume incontra un grosso blocco di lava, che viene superato con alcuni spettacolari salti.
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Si formano così le cascate dell’Oxena, una piccola meraviglia paesaggistica, arricchita dalla presenza di alcune piscine naturali che consentono un bel bagno ristoratore.

Le cascate rappresentano un punto di partenza per brevi ma bellissime escursioni nella valle omonima; basta percorrere il greto del fiume per ammirare ambienti naturali ancora del tutto incontaminati e arricchiti da una preziosa vegetazione ripariale. Olmi, frassini, salici, oleandri, fichi d’india e olivastri accompagnano l’escursionista per chilometri, spesso creando spettacolari gallerie vegetali, mentre la presenza dei granchi di fiume e di altre specie acquatiche suggerisce un elevato grado di purezza delle acque.

Risalendo l’asta fluviale sarà facile trovare inoltre numerose pozze e piscine naturali dove poter sostare e fare un bagno. Un paesaggio che ricorda vagamente quello delle piccole gole dell’Alcantara, vista anche la presenza di splendidi basalti colonnari ben più antichi di quelli etnei.

Gran parte del Plateau Ibleo è testimonianza di un’intermittente attività vulcanica che dal Triassico si è spinta fino a qualche milione di anni fa. In particolare, l’attività vulcanica più recente (pleistocenica) è stata caratterizzata dall’emissione di voluminose colate di lava messe in posto in ambienti di mare poco profondo o in condizioni subaeree. Il vulcanismo sembra poi essere migrato verso l’area etnea, e dunque verso nord, come testimoniato dal rinvenimento di unità vulcaniche più giovani nel sottosuolo della Piana di Catania, e dalla maestosa presenza del giovane grande vulcano siciliano.

Se vorrete comprendere meglio la complessa storia geologica di quest’area (e dunque per gli appassionati di geologia), una tappa al Vallone Loddiero è d’obbligo: qui si potrà osservare la successione stratigrafica quaternaria, con la caratteristica alternanza calcareniti/prodotti vulcanici, chiusa alla base da vulcaniti subaeree e sottomarine, queste ultime con splendide formazioni di lave “a cuscino” (pillow lavas).

Anche il Vallone Loddiero presenta una particolare morfologia a "canyon" con un fondo molto rigoglioso seppur meno ricco d’acqua rispetto all’Oxena. A proposito di canyon, e vista la vicinanza, merita una visita il Parco Suburbano Grotta del Drago – Torrente Cava nei pressi dell’abitato di Scordia. Ex discarica abusiva, negli ultimi anni questa vallata è stata totalmente ripulita e riportata agli antichi splendori da un gruppo di cittadini volontari ed è oggi parco cittadino dell’abitato di Scordia.

Non solo bellezze naturali, come testimoniato dal patrimonio monumentale ed architettonico dei due centri più importanti di questa zona: chiese e palazzi barocchi, fontane e musei impreziosiscono Scordia e Militello in Val di Catania, quest’ultima cittadina patrimonio dell’Unesco per le splendide chiese barocche e dove proprio in questi giorni (fino a metà ottobre) si tiene la Sagra della Mostarda e del Ficodindia. Natura, arte e buon cibo per un week-end insolito alla scoperta di angoli nascosti della nostra bella regione.

Come arrivare: le cascate dell’Oxena si raggiungono dall’autostrada A19 Palermo-Catania (uscita Gerbini), percorrendo poi la SS192, SP74 /ii e SP69ii in direzione Scordia, e poi SP28i fino a Militello. Usciti dal paese si segue la SP28/ii e dopo circa 2 km si svolta a sinistra sulla SP47. Dopo circa 6 km si incontra una curva da cui, sulla destra, si diparte una strada asfaltata che raggiunge un centro per disabili. Posteggiate la macchina nei pressi del cancello del centro e proseguite a piedi.

Seguire la sterrata fino ai ruderi di una casa, da qui proseguire su un sentiero che raggiunge il letto del fiume e le cascate. Non dimenticate gli stivali per risalire i tratti del fiume percorribili! Buon bagno.
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