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Sentieri tra i boschi, paesaggi lunari e fauna selvatica: valli incantate (e fresche) dell'Etna

Non solo il vulcano e il suo paesaggio lunare: al Parco Naturale dell’Etna si trovano antiche colate laviche, specie botaniche rare tra alberi secolari e animali in libertà

  • 8 agosto 2018

Un sentiero al Parco Regionale dell'Etna durante la calda stagione (foto Carmelo Marletta)

Con i suoi 3340 metri di altezza, l’Etna è il vulcano attivo più alto d’Europa. Dal 17 marzo 1987 circa 59mila ettari di territorio sono tutelati da un Parco Naturale Regionale che è stato il primo a essere istituito in Sicilia.

Attrazione principale del Parco è ovviamente il vulcano, un gigante di fuoco nato dalle acque dello Ionio circa 550mila anni fa.

Percorrendo le strade ed i sentieri del Parco è possibile seguire sul terreno le varie fasi della storia eruttiva di questo grande edificio vulcanico, attraversando e visitando inoltre i grandi campi lavici di eruzioni recenti (per esempio quelli del 1971, 1979, 1983, 1991-93, 2001-2002).

L’esperienza più emozionante è ovviamente la salita ai crateri sommitali: un’escursione in un ambiente lunare, ad oltre 3mila metri di altezza, con tutta la Sicilia ai propri piedi.

Il raggiungimento delle zone sommitali è permesso soltanto con l’accompagnamento di guide alpine vulcanologiche. Estremamente interessanti anche le numerose grotte che si aprono sui fianchi del vulcano; cavità di origine vulcanica, legate al fenomeno della formazione di tunnel di lava, oggi visitabili con l’ausilio di guide e di un’attrezzatura adeguata.
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Il fertile suolo dell’Etna permette lo sviluppo di una flora estremamente varia e ricca. Risalendo lungo i fianchi del vulcano è possibile osservare le varie fasce vegetazionali che da agrumeti, oliveti, mandorleti, noccioleti e pistacchieti delle basse quote passano a boschi di leccio (Quercus ilex), acero (Acer obtusatum), castagno (Castanea sativa) e frassino (Fraxinus ornus), fino agli splendidi boschi di faggio (Fagus sylvatica) che qui raggiungono il limite meridionale di distribuzione areale in Europa.

Di estremo interesse le stazioni dell’endemica betulla dell’Etna (Betulla aetnensis), relitto di antiche glaciazioni, cosí come quelle di pino laricio (Pinus nigra laricio), le uniche presenti in Sicilia.

Sempre dal punto di vista botanico l’Etna è sede della magnifica ginestra dell’Etna (Genista aetnensis), un endemismo vegetale che si distingue dalla ginestra comune per l’altezza e la morfologia dei suoi fiori.

Otre i 2200 m si trovano piccoli arbusti di bassa statura e solitamente dall’aspetto cespuglioso, tra i quali lo spino santo (Astragalus siculus), endemico della Sicilia, o la saponaria (Saponaria sicula).

Oltre i 2400 m si estende sconfinato l’arido deserto lavico che interessa le aree sommitali del vulcano. Nel Parco si trovano diversi alberi monumentali tra cui si ricordano il famoso castagno dei centocavalli (nel comune di Sant’Alfio) alto circa 22m con una circonferenza di pari misura, un castagno in località Taverna (Mascali) alto 19m e largo 22m, e un leccio in località Carlino (Zafferana Etnea) dell’altezza di circa 20m.

La fauna dell’Etna rispecchia generalmente quella che popola le altre montagne siciliane. Trovano il proprio habitat naturale esemplari di Gatto selvatico (Felis sylvestris), Volpe (Vulpes vulpes), Martora (Martes martes), Furetto (Mustela putorius), Donnola (Mustela nivalis) e di Coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus).

Tra i rapaci si annoverano l’Aquila reale (Aquila chrysaetos), il Gheppio (Falco tinnunculus), il Falco Pellegrino (Falco peregrinus), il Nibbio Reale (Milvus milvus) e lo Sparviero (Accipiter nisus).

Tra gli uccelli acquatici si ricorda l’Airone cinerino (Ardea cinerea) che staziona nel Lago Gurrida (vicino Randazzo), unico esempio di lago da sbarramento lavico.

Per gli amanti degli sport invernali l’Etna offre ben due stazioni sciistiche, sia sul versante nord che sul versante sud. Etna sud possiede inoltre una cabinovia, attiva anche in estate, che permette il raggiungimento delle zone sommitali con relativa facilità.

Una buona rete sentieristica attraversa il Parco, connettendo alcuni rifugi e raggiungendo gli angoli più nascosti.

Tra gli itinerari più interessanti si segnala il Sentiero del Germoplasma, un breve percorso che attraversa un campo-collezione di specie botaniche, creato per caratterizzare e conservare il patrimonio genetico vegetale etneo.

Per maggiori informazioni si può consultare il sito ufficiale dell’Ente Parco o contattare il centro informazioni al numero 095 821111.

Per la fotografia di copertina si ringrazia Carmelo Marletta.
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