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Le corde di Sicilo e la musica ritrovata

  • 10 giugno 2006

Un ideale collegamento che attraversa lo spazio ed il tempo, che dall'Asia Minore dell'anno zero giunge fino ai nostri giorni in Sicilia: il concerto "Le corde di Sicilo", che si terrà domenica 18 giugno al museo acheologico regionale "Antonio Salinas" di Palermo (piazza Olivella 24, ore 10.30), interpreti il chitarrista Dario Macaluso e l'attore Filippo Luna, prende spunto da una stele, l' "Epitaffio di Sicilo", ritrovata intorno al 1800 nei pressi di Smirne e carica di significato musicale. Il componimento di Sicilo - nome nella cui versione originaria greca Seikilos, è possibile rintracciare la radice "Siciliano" - reca infatti versi in metrica greca (nella traduzione di Paolo Emilio Carapezza: "Quanto vivi, splendi, / non ti rabbuiare: / breve è la vita; / il tempo la consuma"), sopra le cui sillabe è indicata la nota su cui intonarla ed il suo valore ritmico, proprio come quel canto gregoriano di San Giovanni da cui ha preso il nome la notazione oggi quasi universalmente adottata in musica.

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Quasi certamente l'originale veniva eseguito secondo il costume degli antichi cantori, gli aedi, ossia con una voce recitante-declamatoria e la cetra in funzione accompagnante e di intermezzo, ed è proprio riprendendo quella tradizione che Macaluso ha voluto coinvolgere quattordici importanti compositori moderni (Marco Betta, G. Damiani, G. D’Aquila, R. de Man, B. Dwejer, L. Garau, A. Gagliano, Mario Modestini, R. Mosquera, D. Nicolau, G. Randazzo, G. Sollima, G. Violante, M.Voorvelt) chiedendo loro di elaborare con il loro specifico linguaggio, quelle antiche note: il risultato è l'omonimo cd "Le corde di Sicilo" (prodotto dall'associazione "Unda Maris"), raccolta proprio di quelle rielaborazioni che mantiengono ed anzi valorizzano il potere seduttivo dell'originale, riproponendo quel canto aedico non più accompagnando la voce con la cetra, ma con la chitarra.

Inserito nell'ambito del progetto "Musi-Um", il programma prevede l'esecuzione di alcune di queste composizioni ad opera dell'affiatata coppia artistica, già artefice di numerose performance. Il chitarrista Dario Macaluso si è infatti diplomato al conservatorio "Vincenzo Bellini" di Palermo proseguendo con corsi di perfezionamento sotto la guida di Vladimir Mikulka, David Russel, Manuel Barrueco, Roberto Aussel, e seguendo corsi di interpretazione musicale con musicisti come Gustav Leonhardt e Walter van Hauwe. Si è perfezionato in musica da camera con Lex Eisenhardt allo Sweelinck Conservatorium di Amsterdam, conseguendo il diploma di concertismo con 10 e menzione speciale (punteggio fino ad allora mai attribuito nel dipartimento di chitarra di Amsterdam). Ha effettuato numerosi concerti come solista, in svariati ensembles e nell'organico di orchestre di vari paesi europei, nonché Canada e Giappone. Ha lavorato con musicisti di fama internazionale come il Loeki Stardust Quartet, Il Nieuwe Ensemble ed Eleonore Pameijer. Nel 2001 ha tenuto un recital come solista alla Cambridge University. Svolge attività didattica in diverse scuole di musica in Olanda e presso il Conservatorio di Palermo tenendo corsi di musica da camera per chitarristi.

Dal canto suo - è proprio il caso di dirlo - Filippo Luna nasce a Palermo e si diploma nel 1992 alla scuola di Teatro dell’Istiuto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa. E’ proprio nel Teatro Greco di Siracusa che si produce in alcune delle sue più suggestive performances ("Edipo Re", "Alcesti", "Ciclope", "U ciclopu" di Pirandello), ma anche in altri teatri ("Invenzioni a più voci" di Balistreri, "Don Giovanni", "Alkestis", "Attori in fuga", "Assalto al cielo", "Perelà", "Don Giovanni Tenorio" per la regia di Umberto Cantone, Pietro Carriglio, Pippo Spicuzza, A. Cavallotti). Ha recitato insieme ad importanti compagnie, fra cui ricordiamo quella di Beppe Barra.

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