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L'Etna si vede da Palermo? La risposta è sì: ecco una lista di punti di osservazione

Ecco cinque punti di Palermo da cui si può ammirare il vulcano Etna, distante in linea d'aria circa 150 km, a patto che ci siano visibilità eccellente e condizioni meteo ottimali

  • 13 settembre 2017

L'Etna visto da Palermo (foto di Raffaele Franco)

Dopo anni di dibattiti, prove fotografiche, accuse di fotoritocchi e di consumo di sostanze stupefacenti da parte degli svariati osservatori, adesso (quasi) tutti sembrano essere d’accordo: da Palermo si vede l’Etna.

Il vulcano ovviamente è sempre lì, leggermente a sud-est della nostra città, ma per essere ben visibile bisogna che siano soddisfatte due condizioni fondamentali. Innanzitutto il volume di atmosfera interposto tra l’osservatore e il vulcano deve essere libero da aerosol, inquinanti, particelle sospese e deve avere una bassa umidità relativa. In poche parole ci deve essere una visibilità eccezionale, considerato che l’Etna si trova a circa 150 km di distanza in linea d’aria dal capoluogo siciliano.

Queste condizioni possono verificarsi o in giornate di tramontana tesa, ovvero quando le aree di bassa pressione si spostano verso est richiamando il vento freddo e secco da nord che ‘pulisce’ l’atmosfera, oppure durante la rotazione delle correnti da maestrale a scirocco, momento in cui l’umidità relativa crolla e la visibilità aumenta.
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Secondo requisito fondamentale è che il raggio visivo tra l’osservatore e il vulcano deve essere libero da ostacoli interposti. A patto che le condizioni di eccezionale visibilità siano soddisfatte, vi proponiamo dunque cinque luoghi di Palermo da dove poter ammirare il vulcano siciliano.

Il punto di osservazione più spettacolare è certamente il litorale che va da Mondello paese a l'hotel "La Torre": da questa zona l’Etna si staglia a sinistra delle Madonie e in corrispondenza della dorsale occidentale dei Monti Nebrodi. Proprio per la grande distanza a cui ci troviamo, i Nebrodi non fungono da ostacolo visivo; ecco dunque che l’Etna appare in tutta la sua maestosità a partire dai 2200-2400 m di quota.

Un altro punto preferenziale è il tratto di costa dell’Addaura, in particolare nei pressi di Punta Priola: da qui l’Etna appare poco alla sinistra di Pizzo Dipilo (Madonie), in una visione prospettica simile a quella di Mondello paese ma meno ampia. Procedendo lungo la costa verso l’Arenella ed il porto di Palermo, il raggio visivo “scivola” verso sud intercettando le propaggini settentrionali delle Madonie che, più vicine all’osservatore rispetto ai Nebrodi, iniziano a disturbare la visuale del vulcano.

Dal Foro Italico di Palermo però è nuovamente possibile osservare la porzione sommitale dell’Etna: i coni che ne compongono la cima sono infatti visibili in corrispondenza della sella montuosa che unisce Monte S. Angelo (la montagna che sovrasta Gibilmanna) e il Pizzo Dipilo (Madonie).

Spostandoci invece nella fascia pedemontana di Palermo, l’Etna è ben visibile da Borgo Nuovo fino alla zona di Via Castellana nei pressi di Bellolampo. Da qui è possibile osservare distintamente il vulcano (soprattutto all’alba), inquadrato nella stessa veduta prospettica del Foro Italico e dunque tra le due cime delle Madonie, ma con una visuale sempre più ampia man mano che si guadagna quota.

Ultimo punto di osservazione consigliato è il Piano dello Stinco a Monte Gallo: da qui la quota consente una visione splendida del vulcano, delle Madonie e di tutta la costa palermitana, golfo di Mondello compreso.

Ricordandovi che elemento essenziale deve essere l’eccezionale visibilità atmosferica (occhio dunque alle previsioni meteorologiche), per immortalare l’Etna da Palermo è bene attendere le terse giornate invernali di tramontana, quando il vulcano appare come un luccicante triangolo bianco all’orizzonte.

Ancora meglio, se le condizioni meteorologiche lo consentono, durante gli episodi eruttivi. Basta cercare in rete per ammirare le splendide immagini notturne che ritraggono le fontane di lava dell’Etna in eruzione nel novembre del 2013 con Porta Nuova e il centro storico di Palermo in primo piano. Un’immagine atipica per noi "occidentali" che sentiamo il vulcano così lontano, pur essendo così vicino.
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