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“Insieme” con Apostrophé: legalità e solidarietà

  • 26 settembre 2005

Ha un titolo particolarmente significativo, Insieme - quattro giorni di legalità e solidarietà, la rassegna che segna il debutto ufficiale dell’associazione culturale Apostrophè di Bagheria (Palermo), finanziata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in programma dal 29 settembre al 2 ottobre. E la prima caratteristica da sottolineare è che la manifestazione si terrà presso il padiglione I.C.R.E. di Bagheria (vicino lo svincolo autostradale) «uno dei pochi beni confiscati alla mafia e riutilizzati per fini diametralmente opposti, ‘da campo di sterminio’ a luogo di legalità e solidarietà», dichiara il portavoce dell’Associazione, Ferdinando Piccoli. «Grazie al Comune di Bagheria - prosegue Piccoli - lo abbiamo avuto in affidamento per questa nostra iniziativa, e siamo onorati di poter contribuire all’opera di sensibilizzazione della popolazione bagherese, attraverso il messaggio che già dal nome della rassegna intendiamo chiaramente veicolare».

La manifestazione, articolata in quattro giorni e presentata dal dj Max Geraci, affida l’apertura di giovedì 29 ai consueti saluti delle istituzioni, per proseguire, ogni giorno alle ore 19, con la rassegna di cortometraggi a tema "Le quattro variazioni" (Fiction, Videoarte, Documentari, Videoclip-animazione) cui prendono parte giovani registi da tutta Italia. Si prosegue con i concerti che vedono protagonisti, per la prima serata, i Tre Piccoli Landolini Impastati, formazione ideata da Tony Landolina e caratterizzata da un organico spesso e volentieri variabile che infatti per l’occasione darà vita ai Tre Landolini Piccoli Piccoli, i quali, oltre ai titolari della band - il leader (chitarra, voce ed altro) e Ferdinando Piccoli (batteria) - schierano al basso Raffaele Piccoli, anziché Danilo Impastato, l’altro membro ufficiale della lineup. Venerdì 30 settembre sarà la volta del Sbu Trio, attivo dal 2003 con preparazione musicale tendente al jazz e al rock progressivo, sebbene i suoi componenti - Giuseppe Montalbano (batteria), Luca La Russa (basso), Bruno Pitruzzella (chitarra) - provengano tutti da studi di stampo classico: reduci dalle finali dell’"Etno Music Competition" di Milano, faranno da apripista ai Matrimia Klezmer Band. Impostisi come rappresentanti del genere "klezmer" dal sapore etno-yddish, quest’ultimi coinvolgono il pubblico con danze dai ritmi arabeggianti ed echi di quella tradizione universale appartenente ad ogni cultura: ne sono testimonianza i loro strumenti, dalla chitarra al violino, alla fisarmonica, capaci di suscitare nello spettatore una sincera alternanza fra gioia ed introspezione.

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Sabato 1 ottobre toccherà invece agli OM, band "naif" imprevedibile e "delirante", alla ricerca di vagheggianti elaborazioni "esperenziali" affidate all’uso di un esperanto linguistico - i nostri si esprimono in inglese, francese, spagnolo, tedesco, dialetto e all’occorrenza anche in italiano - frammentati e, a volte, volutamente sgrammaticati, per raccontare scampoli di storie quotidiane. Agli OM seguiranno gli Akkura, gruppo molto accreditato - apparizione a Sonica nel 2002, vincitori del "Solmusic", presenti ad "Arezzo Wave ’01/’02", vincitori del palermitano "Bloom Art Band" - che porta in giro una musica trasversale, terza via alternativa al rock ed alla musica dei cantautori e che ha appena concluso le sessions di un Ep d’esordio che verrà pubblicato dall’associazione culturale Blow Up. Infine, domenica 2 ottobre, il gran finale con gli Apostrophè ed i Famelika. Sulle ceneri degli Oberon, alcuni superstiti - il solito onnipresente Piccoli Ferdinando ed il chitarrista-cantante Stefano Siragusa - nascono a nuova vita fondando gli Apostrophè, con il coinvolgimento di -ahiloro!- Giancarlo Caviglia (fiati e voce), Pippo Ortisi (piano) e John Riggio (ex bassista dei Pastence): e solo la loro "simpatia musicale" li preserva da uno stile di vita tipo "araba fenice", trattandosi infatti di altra formazione votata al rock progressive anni ’70 con commistioni jazzistiche "latu sensu". Quindi i Famelika - Giusto Correnti (batteria e fisarmonica), Enrico Orlando (chitarra), Antonio Di Martino (basso e voce), Pippo Gagliardo (chitarra) - band già nota al pubblico palermitano, portatrice sana di un "prog-rock alternativo di matrice cantautoriale" difficile da incasellare, data una certa idiosincrasia nei confronti delle facili definizioni: convinti latori di messaggi sociali, al massimo riescono ad evitare reazioni allergiche quando si ritrovano etichettati alla voce "indierock", che tanto oggi è il minimo!

Tornando al programma, sempre domenica 2 (ore 17) si terrà il dibattito "Mafia a mani vuote" sui beni confiscati alla mafia e la lotta al racket, cui prenderanno parte Giuseppe Cipriani, Assessore ai Beni Culturali del Comune di Bagheria, Giuseppe Lumia, Capogruppo dei Democratici di Sinistra in seno alla Commissione parlamentare Anti-mafia, Tano Grasso, nella veste di Presidente onorario del F.A.I., oltre a rappresentanti del Comitato "Addio Pizzo" e del Centro culturale "Segno". Da segnalare, in ultimo, che la realizzazione dell’iniziativa è resa possibile grazie al coinvolgimento di Emergency - che organizzerà anche una raccolta fondi da destinare alle vittime dello Tsunami del dicembre 2004 -, dell’associazione Abadir, curatrice della video-installazione "Dove si nasconde Provenzano" ad opera di Ida Parlavecchio e Antonio Miccichè, il Teatro Lu che ha ideato una particolare performance di teatro sperimentale in cui il pubblico non resterà passivo spettatore, l’associazione "Radio Aut" che ha allestito la mostra fotografica su Peppino Impastato, iniziative, queste, visitabili durante i vari giorni della rassegna, come pure l’esposizione di ceramiche "raku" di Raffaele Piccoli, ed il laboratorio di educazione ambientale di cui s’è occupato il WWF Sicilia.

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