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La storia senza tempo dei carretti siciliani: la bottega in cui nascono i racconti illustrati

La storica bottega di via Finocchiaro Aprile a Bagheria è stata istituita nel 1895. Ha resistito agli urti del tempo, collezionando sempre riconoscimenti e attestati di stima

  • 5 febbraio 2020

Michele Ducato - foto di Sebastiano Lo Buono

Un tempo veniva usato come mezzo di trasporto, poi diventò un oggetto d'arte e adesso è cool grazie ai due stilisti Dolce e Gabbana. Il carretto siciliano ha una storia antichissima che si perde nei mille rivoli delle dominazioni siciliane. Prima erano tantissime le botteghe che costruivano e dipingevano i carretti, adesso in tutta l'Isola si possono contare sulle dita di una mano.

Una delle più fervide nonché storica bottega è certamente quella di Michele Ducato che si trova in via Finocchiaro Aprile a Bagheria. Istituita nel 1895 dal nonno di Michele, la tradizione e l'arte vengono tramandate di padre in figlio da quattro generazioni, fino ad arrivare a lui che con passione ed entusiasmo continua la tradizione di famiglia.

«Ho assistito ai vari step in cui il carretto ha assunto nuove forme - racconta Michele Ducato che oggi ha 47 anni e bazzica nella bottega di famiglia da quando aveva 5 anni -. Da mezzo di trasporto negli anni '80 è diventato oggetto d'arte. Ricordo con precisione, ci fu un momento in cui tutto cambiò, nel 1985 ci fu una mostra a Palazzo Fatta dal titolo "Forme e colori del carretto siciliano" fortemente voluta dal professore Buttitta e Pasqualino. Il carretto diventò il simbolo delle tradizioni popolari».
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La bottega d'arte dei fratelli Ducati, Onofrio, Giovanni, Domenico e Giuseppe ha resistito agli urti del tempo, collezionando sempre riconoscimenti e attestati di stima. Uno dei primi arrivò negli anni '70 dal grande maestro Guttuso che firmò uno dei carretti rendendolo un oggetto ancor più prezioso.

L'ultimo in famiglia a godere di stima e fama internazionale è proprio Michele che, grazie alla collaborazione con gli stilisti siciliani Dolce e Gabbana, vive un nuovo momento di trasformazione della figura del carretto siciliano.

«Grazie a loro il carretto è diventato un oggetto cool, in tutto il mondo si riscoprono innamorati dell'arte siciliana, del carretto, dei suoi colori. Prima della linea Dolce e Gabbana dedicata alla Sicilia i committenti erano le istituzioni pubbliche, i collezionisti, i professionisti, adesso invece è il mondo della moda che mi cerca».

Quella dei Ducato è una delle famiglie storiche ancorate alla tradizione ma che adora l'approccio con l'innovazione. «Le scene che si dipingono nei carretti sono una sorta di racconto illustrato - continua Michele - che andava girando. Si predilige il ciclo carolingio con Orlando, Rinaldo, Angelica e tutta l'opera dei pupi, ma ci sono anche altri temi, come quello sacro ad esempio la vita di Santa Genoveffa o scene di caccia o quelle tratte dalla storia delle crociate».
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