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Incontri, cibo e "connessioni": un visionario apre a Palermo un museo di cimeli Apple

Si chiama MEC museum e racconta l'archeologia informatica di Apple, dentro c'è anche un ristorante diretto da uno dei migliori chef e una caffetteria per creare "connessioni"

  • 12 febbraio 2020

Lo chef Carmelo Trentacosti e l'architetto Giuseppe Forello al Mec Museum di Palermo

Da fuori palazzo Castrone Santa Ninfa (via Vittorio Emanuele, 452) è una di quelle costruzioni palermitane squisitamente nobiliari, che profuma di tempi gattopardeschi: nel cortile c'è una palma altissima e una fontana del maestro Domenico Gagini. Dentro, se ti distrai, credi di essere a New York.

A Palermo nasce una nuova filosofia, quella del MEC (Meet, eat, connect) che prende forma in un luogo che mescola insieme un sito museale, un ristorante e un caffè letterario. Il MEC Museum è un luogo visionario che non ti aspetti di trovare in pieno centro storico cittadino, quasi di fronte la cattedrale e incastonato all'interno del percorso Unesco Arabo-Normanno.

Eppure è qui che la storia antica cede il passo alla storia contemporanea con la nascita del primo museo della rivoluzione informatica in Sicilia dedicato alla storia dei computer Apple, con una collezione che annovera circa 4000 elementi, dei quali i più importanti esposti, tra rarità e pezzi iconici.
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Questo luogo ha la tipica distribuzione delle dimore nobiliari palermitane, dove le stanze si susseguono e non ci sono corridoi.

Lo stile, estremamente contemporaneo, è curato da un team di architetti: Francesco Ferla nel concept tecnologico della mostra "Jobs", Fabia Adelfio ed Enrico Anello negli spazi museali, e dall'architetto Giuseppe Forello, palermitano appassionato, uno tra i più grandi collezionisti Apple in Europa, nell'arredo e nella coordinazione del concept museo-ristorante.

La prima mostra allestita al MEC Museum è dedicata a Steve jobs (durerà circa un anno), e d'altronde non poteva essere altrimenti, tra le varie stanze si passa dalle copertine delle riviste che negli anni sono state dedicate a lui, ai primi Mac, con alcuni prototipi, e poi colpo di scena, ci sono anche alcuni oggetti personali del genio dell'informatica prestati proprio dalla moglie al museo palermitano e ancora tante foto inedite, alcune che raccontano la vita di Jobs, quella più riservata e intima tra gli amici o in famiglia.

Un viaggio affascinante che ripercorre gli ultimi 40anni, quanti bastano per far diventare un oggetto informatico archeologicamente rilevante, e questo ci dà la misura di quanto corra in fretta questo mondo che i nativi digitali interpretano meglio di chi ha più di quarant’anni.

Al MEC Museum si può anche fare colazione e pranzare, ma è a cena che si trasforma in un ristorante fine dining dove lo chef Carmelo Trentacosti dà sfoggio di tutta la sua creatività.

«I prodotti che uso in cucina sono tutti freschi di stagione e del territorio - racconta lo chef - ma è sulla tecnica che mi piace eccellere, mi piace aspirare alla perfezione. Per la cena c'è un menu alla carta mentre per la colazione puntiamo sui dolci, i cornetti con incursioni salate come il panettone gastronomico. A pranzo ho scelto di puntare su piatti freddi ma comunque ricercati».

Un posto che viaggia veloce come i tempi che racconta, quelli legati a doppia mandata con l'era digitale, e anche Giuseppe Forello è un visionario, i suoi pensieri si vedono e non si fermano come se fosse sempre un po' più avanti di dove si trova fisicamente.

Ha concepito il MEC Museum come luogo dove fare "connessioni", e così nelle varie sale e specialmente in quella chiamata "Tempio" si può lavorare al computer come una specie di co-working, a disposizione dei fruitori e di chi decide di usare quello spazio come ufficio c'è la rete wi-fi e la possibilità di stampare, le postazioni sono una cinquantina dislocate in tutta la struttura. Chi vuole usare il MEC Museum come un ufficio, dove creare"connessioni", può farlo pagando un canone di soli 20 euro al mese.

Insomma un luogo dove perdersi tra le chicche e le rarità che contiene ma anche da potere vivere ogni giorno oppure solo per le occasioni speciali. Chi vuole, infatti, può riservare una stanza per la cena, tutta per sè, e mettere la propria personale playlist e fare una proposta di matrimonio o «anche di divorzio!» dice Giuseppe sorridendo, insomma da usare per un'occasione speciale.

Il museo, che si trova a PAlermo in via Vittorio Emanuele 452, è visitabile da lunedì a sabato dalle ore 9.30 alle 17.30 (tranne la domenica, ore 9.00-12.00 e 17.00-20.00). Durante la settimana è possibile cenare con il menu alla carta e gustare l'alta cucina dello chef Carmelo Trentacosti, mentre la domenica il ristorante è aperto anche a pranzo, dalle ore 13.00 alle 15.00. Prenotazioni ai numeri 091 9891901 e 347 7532005 oppure sul sito web istituzionale.
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