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I romani la chiamavano "Città delle Terme": cosa resta delle pozze bollenti di Sciacca

Un tempo Sciacca era raggiunta da tutta Italia per i suoi ottimi centri termali: pozze e fiumi d'acqua bollente che oggi sono quasi tutti chiusi, tranne un paio

  • 29 maggio 2018

Le Terme Selinuntine a Sciacca

Conosciuta sin dai tempi dei Greci come "Thermai Selinuntiai" (Terme Selinuntine), Sciacca ricade all’interno di un’ampia zona geotermica caratterizzata da alcune manifestazioni idrotermali di superficie.

Un tempo ben più ricca di sorgenti e polle di acqua calda, oggi la città siciliana vive un momento di difficoltà dovuto alla chiusura di tutti i suoi centri termali, una situazione paradossale se consideriamo che, in altre zone d’Italia e d’Europa, le acque termali sono una vera e propria miniera d’oro sia dal punto di vista economico che turistico.

Delle numerose sorgenti un tempo presenti, a causa di invasivi interventi di captazione ma anche di conseguenze legate alla normale attività geologica locale, oggi ne restano attive soltanto cinque: l’acqua dei Molinelli, l’acqua Santa, l’acqua Salmastra, l’acqua del Carabollace e Fontana Calda.

Chiuse almeno per il momento, ma già da alcuni anni, le Antiche e Nuove Terme così come le Piscine dei Molinelli, per via di numerose difficoltà di carattere amministrativo.
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Ma la terra continua a "scottare" sotto Sciacca, prova ne sono le numerose scaturigini che ancora oggi danno luogo a piccole pozze e brevi fiumiciattoli di acqua calda o ai più famosi vapori delle antichissime "stufe" del Monte San Calogero (antico Monte Kronio).

Ricavate all’interno di grotte naturali, le stufe sono degli ipogei dove il vapore risale dalle viscere della terra creando un’atmosfera ai limiti della sopravvivenza, con una temperatura dell’aria che varia dai 35 ai 42ºC ed un’umidità del 100%.

Diodoro Siculo (I sec. a.C.) attribuì la creazione delle grotte a Dedalo il quale, in fuga da Creta, avrebbe trovato ristoro presso le stufe del Monte Kronio, realizzando inoltre i famosi sedili scolpiti nella pietra.

Mitologia a parte, le grotte sono oggi meta di importanti spedizioni speleologiche che ne stanno studiando lo sviluppo ed il contenuto.

Proprio qualche mese fa, a testimonianza dell’enorme valore non solo geologico ma anche archeologico di questo sito, all’interno di una grotta del Monte Kronio, ricercatori dell’Università della Florida Meridionale con la collaborazione del Cnr e dell’Università di Catania hanno trovato delle giare contenenti il vino più antico del Mondo: 6mila anni di età (se vuoi approfondire ecco dove ne parliamo).

Sino infatti a circa 4mila anni fa le condizioni ambientali delle grotte dovevano essere più favorevoli; i reperti sarebbero la testimonianza dell’utilizzo di queste grotte come luoghi di culto o come magazzini per gli alimenti.

Successivamente l’attività idrotermale deve essere aumentata, rendendo insopportabile l’atmosfera e invivibile la maggior parte degli ambienti: soltanto le grotte più alte sono state utilizzate successivamente a fini terapeutici, fino alla costruzione più recente dello stabilimento "Stufe di San Calogero" oggi, ovviamente, abbandonato.

Ma a cosa è dovuta l’attività geotermica nell’area di Sciacca? L’origine e la struttura del sistema idrotermale non sono ancora state chiarite del tutto.

Secondo un modello recente, che prende in considerazione diversi studi sull’area, fluidi di origine magmatica ad alta temperatura (circa 150ºC) si mescolerebbero in profondità con acqua di mare e acque meteoriche (fredde) provenienti dalle montagne a nord di Sciacca.

In questo modo il principale acquifero termale, situato a circa 40 m s.l.m., ospiterebbe le acque termali a circa 55ºC che, tramite faglie e fratture delle rocce ma anche attraverso i pozzi realizzati dall’uomo, risalirebbero in superficie nelle suddette località.

La possibile presenza di un sistema geotermico a medio-alta entalpia nel sottosuolo di Sciacca, potrebbe e dovrebbe stimolare ulteriori indagini per valutarne il possibile sfruttamento in termini energetici.

Rimettere in moto il centro termale e sviluppare energia geotermica per fare di Sciacca una località più simile all’Islanda che alla Sicilia.
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