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I "Bagni" di Sclafani: le terme nascoste e miracolose delle campagne siciliane

Un paesaggio che ha incantato perfino Escher: Sclafani è il terzo paese più piccolo della Sicilia, che regala atmosfere e silenzi di un tempo e nasconde terme antiche

  • 5 febbraio 2018

Le terme di Sclafani Bagni (foto di Ignazio Farulo)

Lasciato lo svincolo di Buonfornello, in direzione Catania, l’autostrada A19 serpeggia rapidamente verso il cuore della Sicilia. Le Madonie dominano il paesaggio da est, mentre tutt’intorno un mare di morbide e tondeggianti colline, ora punteggiate da ulivi ora incise da calanchi, scivola placido per alcuni chilometri.

Improvvisamente il panorama muta aspetto, il mare di colline si increspa, si agita, l’altimetria schizza rapidamente verso l’alto, disegnando un atlante verticale di sottili crinali e ripide pareti.

Sulla sommità di un’enorme onda di roccia, incastonata come un gioiello tra le grandi testate di strati inclinati, si trova Sclafani Bagni, il piccolo centro madonita che con il suo paesaggio ha incantato persino il genio di Maurits Cornelis Escher.

Terzo paese più piccolo della Sicilia (dopo Roccafiorita e Gallodoro, nel messinese), Sclafani regala ancora atmosfere e silenzi di un tempo, grazie alla pressoché nulla speculazione edilizia e a una costante e progressiva contrazione demografica.
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Il centro abitato vanta un discreto patrimonio monumentale, tra cui spiccano la Chiesa Madre (XIV-XVI sec.), che conserva alcune preziose tele ed un sarcofago romano, la Chiesa del Crocifisso (XVI-XVII sec.), al cui interno si può osservare una delle poche antichissime “vare” da processione, la Chiesa di San Giacomo ed i ruderi dell’antico Castello (XIV sec.).

L’Ente Parco delle Madonie ha inoltre realizzato un interessante sentiero geologico urbano, con pannelli informativi bilingue, che attraversa tutto l’abitato, mostrando al visitatore le interessanti formazioni geologiche affioranti: rocce depositatesi in mare profondo tra 200 e 24 milioni di anni fa.

La vera sorpresa di Sclafani Bagni però è nascosta nelle sue campagne, poco a nord ovest del centro. Come suggerisce il nome stesso, la presenza dei “bagni” era legata ad uno stabilimento termale noto, secondo alcuni, sin dai tempi dei greci: il sito potrebbe essere stato dedicato al dio della medicina Esculapio (Asclepio, da cui il nome arabo Sqlafiah e dunque Sclafani) viste le proprietà miracolose dell’acqua termale.

Lo stabilimento principale fu fatto costruire dal Conte di Sclafani nel 1848 e rimase in funzione per pochi anni, per poi essere distrutto da una frana.

L’edifico fu poi ricostruito nel 1857 in una nuova posizione, ristrutturato varie volte, ma a oggi rimane abbandonato. Resta però, ovviamente, la sorgente naturale di acqua calda, dov’è ancora possibile fare il bagno liberamente.

La pozza si trova poco più a sud dell’antico stabilimento, immersa nella straordinaria campagna madonita. Le acque sgorgano ad una temperatura di circa 35°C e sono di composizione clorurato-solfato-alcalina: la presenza di acido solfidrico, inoltre, le classifica come acque termali sulfuree, con tutte le proprietà crenoterapiche caratteristiche delle acque di questa categoria.

Secondo i più esperti le acque di Sclafani agirebbero sulla peristalsi intestinale e sul deflusso biliare, oltre ad avere effetti antiflogistici.

Aldilà delle bizze del vostro intestino, immergersi in una pozza di acqua calda, isolata e nel silenzio della campagna, può aiutare a rilassarsi qualche ora e a convincersi ulteriormente che tutto sommato la Sicilia è un luogo straordinario.
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