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A Palermo c'è una delle sette chiese in tutta Europa intitolate ai Re Magi: la storia

Costruita a metà del Cinquecento, oggi vandalizzata e aperta raramente: il ricco interno è con opere di Vito D'Anna, di Procopio e Giovan Maria Serpotta e di Simone De Wobrek

  • 6 marzo 2019

Un decoro all'interno della Chiesa dei Tre Re a Palermo

Dovremmo pregiarci di possedere una delle pochissime chiese in Europa intitolate ai Re Magi. Ne esistono soltanto altre cinque in Italia e due in Germania.

Già bombardata nel 1943, l'incuria, l'abbandono e il vandalismo hanno preso il sopravvento su questo monumento dalle antiche origini e dalla storia gloriosa.

La Chiesa "de santi Tre Re dell'Oriente" fu edificata nel 1545 dal Senato palermitano in via del Celso, ad angolo con via Montevergini, sulla preesistente chiesa di San Giorgio Lo Xheri.

Di questa precedente antica sacra struttura dell'undicesimo secolo, così denominata per l'esistenza della torre Xheri, il Mongitore raccontava di un mosaico (ormai inesistente) raffigurante il Battista con iscrizione greca.

Nel 1580 il Senato concesse la chiesa alla Compagnia dei bottegai di frutta secca, che la dedicò ai propri patroni: i Tre Re. Il rifacimento della struttura avvenne a metà del XVIII secolo, ad opera dell'architetto Francesco Ferrigno.
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I portali sono molto belli: di epoca cinquecentesca con timpano triangoIare quello che ricade su via del Celso, mentre dotato di colonne marmoree il principale che si affaccia su via Montevergini.

L'interno è magnifico e luminoso, a navata unica, in cui è presente una cripta e con stucchi di Procopio e Giovan Maria Serpotta.

L'affresco della volta che rappresenta il Trionfo dei Re magi è di Vito D'Anna, come i dipinti ai lati dell'abside incorniciati in stucco oro e bianco. La pala d'altare del 1585 di Simone De Wobrek dell'Adorazione dei Magi adesso è custodita al Castello Ursino di Catania.

Le statue allegoriche serpottiane raffiguranti la Nobiltà, l'Astrologia, l'Obbedienza e la Sapienza, (nonché gli angeli dell'altare) sono state barbaramente vandalizzate con l'asportazione delle teste.

Chiunque possegga un minimo di civiltà e di amore verso la propria terra non può che provare tanta tristezza di fronte a cotanta furia distruttiva nei confronti di un patrimonio che ciascuno dovrebbe sentirsi in obbligo di proteggere e tutelare.

Ma una piena comprensione di valori così alti non scaturisce soltanto da menti aperti ed illuminate, bensì da una coscienza civica formata sin dalla più tenera età.

Ndr: la chiesa è stata aperta per l'edizione 2018 de "Le vie dei Tesori".
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